Nel cuore della Romagna, si apre un viaggio attraverso le profondità spirituali, un percorso che si intreccia con la storia millenaria di luoghi sacri. Qui, ogni pietra porta con sé le tracce di leggende antiche e conserva la fede che ha attraversato i secoli.
Questa terra, intrisa di tradizioni e avvolta da un fascino senza tempo, si svela in un itinerario impareggiabile. Tra le imponenti mura delle chiese romaniche e i segreti dei monasteri celati, ci si addentra lungo sentieri percorsi dai pellegrini di un tempo. Lungo questa strada si giunge fino alle abbazie e ai santuari incastonati tra le dolci curve delle colline, luoghi dove il tempo sembra dilatarsi e lasciare spazio solo alla contemplazione.
Un viaggio adatto a tutti, che non richiede competenze tecniche specifiche, senza alcuna difficoltà particolare, offrendo un'esperienza coinvolgente. Ogni passo è un'opportunità per immergersi in un'atmosfera unica, avvolti dalla spiritualità e dalla bellezza senza tempo della Romagna.
Il viaggio ha inizio tra le antiche mura di Forlì,città dalle nobili tradizioni e dal passato illustre, precisamente dalla chiesa di Santa Maria dei Servi, rinomata come la Basilica di San Pellegrino Laziosi.
San Pellegrino, Protettore degli Ammalati
Vissuto nel XIV secolo, San Pellegrino è celebre per un miracolo di guarigione. Colpito da cancrena alla gamba a causa della sua penitenza di non sedersi mai, rischiò l'amputazione.
La notte prima dell'intervento, pregando davanti a un Crocifisso (l’opera è stata realizzata dall’artista Giuliano da Rimini e si trova all’interno della chiesa), ebbe un febbrile sogno in cui Cristo guariva la sua ferita. Al risveglio, si accorse di essere stato miracolosamente salvato.
Ancora in vita, divenne noto come Santo Guaritore. Per questo motivo, è considerato il patrono degli ammalati di tumore e di coloro che soffrono di dolori cronici ai piedi e alle gambe.
La Chiesa e i suoi capolavori - costruita nel XII secolo, la chiesa ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, fino ad assumere la sua forma attuale nel XVIII secolo.
La facciata, realizzata in cotto e caratterizzata da sobria semplicità, crea un contrasto affascinante con l'interno, risalente al Seicento. Sulla destra della chiesa si trova la suggestiva cappella dedicata a San Pellegrino, la cui progettazione è attribuita al celebre architetto Giuseppe Merenda. Di particolare interesse sono:
Evento
Ogni anno, il 1° maggio, in occasione della festa del Santo, ha luogo la tradizionale Festa dei Cedri, che tradizione vuole venissero utilizzati da Pellegrino Laziosi per le loro presunte proprietà curative. Durante l'intera giornata, la piazza antistante la chiesa e le strade circostanti si animano di bancarelle che vendono questi profumatissimi agrumi.
Prendendo via Flavio Biondo e successivamente Corso della Repubblica, in pochi minuti si arriva a piedi in Piazza Saffi, dove si trova l'Abbazia di San Mercuriale: simbolo storico e religioso della città.
Costruita nel XII secolo in onore di San Mercuriale, martire venerato come patrono, l'abbazia è un'imponente testimonianza dell'architettura romanica.
Da sapere
Il campanile adiacente all’Abbazia, maestoso simbolo di Forlì, è visitabile durante le festività principali come Natale, Pasqua, il 26 ottobre (in occasione della festività di San Mercuriale) e durante la festività della Madonna del Fuoco (4 febbraio) offrendo ai visitatori un'opportunità unica di ammirare la città dall'alto.
Il viaggio spirituale continua a Dovadola a 20 km dal centro di Forlì, in direzione Castrocaro Terme.
Beata Benedetta Bianchi Porro
Dovadola è il luogo di nascita beata proclamata da Papa Francesco nel 2019 per la fede inossidabile mostrata in vita nonostante le numerose sofferenze.
Benedetta, dopo aver superato gravi malattie durante l'infanzia, fu colpita da una malattia degenerativa che la rese paralizzata, sorda e cieca quando era ancora adolescente. Tuttavia, il suo amore per Dio e la sua gratitudine rimasero intatti.
Oggi è conosciuta per i suoi miracoli ed è stata nominata co-patrona di Dovadola dal 2022.
Le sue spoglie sono conservate dal 1969 nell'Abbazia di Sant’Andrea, situata alle porte del paese (in via Benedetta Bianchi Porro). La sua tomba, conservata nella Cappella del Battistero, è ornata da un’effige in bronzo che la rappresenta, opera dello scultore Angelo Biancini.
Per questa ragione, da molti anni, l’Abbazia di Sant’Andrea è meta di pellegrinaggio ed è visitata da fedeli provenienti da tutto il mondo.
A circa 25 km da Dovadola, si trova Galeata, conosciuta per l’Abbazia di Sant’Ellero, che ha rappresentato un luogo di grande influenza politica e spirituale nel corso di secoli sulla valle del Bidente.
L’Abbazia è raggiungibile da Galeata:
Evento
Sant’Ellero, patrono di Galeata, viene festeggiato il 15 maggio. Durante tutto il mese, ogni domenica, l’abbazia e il piazzale alberato antistante sono animati da celebrazioni religiose e iniziative di vario genere.
Curiosità
A 2 km da Galeata, nel centro del Borgo di Pianetto si trova la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
L'edificio, in stile rinascimentale, è decorato lungo le pareti laterali con diversi altari che ospitano dipinti notevoli, tra cui "La Visitazione" di Giovanni Stradano, una Deposizione attribuita alla scuola vasariana, un affresco raffigurante l'Annunciazione e i Santi e una tela di Matteo Confortini che rappresenta l'Assunzione della Vergine.
Il miracolo della Madonna del Latte
La chiesa fu costruita nel 1497 dopo un evento miracoloso: secondo la tradizione, un'immagine della Madonna fu vista piangere e versare gocce bianche simili al latte. Oggi, questa immagine è conservata sotto un piccolo tempio al centro della navata, ricordando il luogo reale del miracolo e conferendo alla chiesa uno spazio interno molto particolare.
Da sapere
Ogni anno, l'8 settembre, l'immagine sacra viene portata in processione lungo il borgo.
Da non perdere
L’adiacente Museo Civico "Mons. Domenico Mambrini" conserva preziosi reperti scultorei provenienti dall’Abbazia di Sant’Ellero, tra cui il suggestivo rilievo raffigurante l'incontro tra il Santo e Teoderico. Un'opportunità unica per immergersi nella storia e nell'arte della zona.
Tra i luoghi intrisi di mistero e fascino del territorio forlivese vi è senza dubbio Santuario della Madonna degli Occhi, in località Collina di Pondo, nelle vicinanze di Santa Sofia: un luogo intriso di mistero e fascino, a 300 metri sul livello del mare.
Il Santuario si presenta esternamente semplice e austero, mentre all'interno è decorato con dipinti colorati e sfarzosi.
Al centro si trova una rappresentazione della Madonna con una corona in testa, oggetto di venerazione per i numerosi pellegrini che lo visitano.
Tra storia e leggenda
Centinaia di anni fa, il luogo dove ora sorge il santuario, era attraversato da un sentiero frequentato dai pellegrini in viaggio verso Roma. Si racconta che qui la Madonna sia apparsa a una giovane pastorella sorda e cieca, che miracolosamente recuperò la vista e l'udito. Ancora oggi, la fede nelle proprietà miracolose della vicina sorgente, specialmente per problemi agli occhi e alla vista, attira numerosi fedeli.
Consiglio
Non perdere l'occasione di godere dell'incantevole vista sulla valle e sulle colline circostanti.
Santuario della Beata Vergine della Suasia: situato a circa 9 km da Santa Sofia, prendendo la SP 4, tornando verso Forlì, nel comune di Civitella di Romagna.
Il Santuario conserva al suo interno:
Da sapere
Il Santuario, significativa espressione dell’architettura rinascimentale toscana, fu costruito nella seconda metà del 1500 su progetto dell’architetto fiorentino Zanobio Lastricati, per volere dei civitellesi a ricordo delle miracolose apparizioni della Beata Vergine ad un piccolo pastorello nel 1556 nei pressi di un celletta posta vicino al torrente Suasia, in cui era custodita l’immagine mariana.
Negli ultimi anni l’edificio ha beneficiato di importanti interventi di recupero, in particolare dopo l’incendio del maggio 2014 che aveva danneggiato parte degli arredi e degli affreschi seicenteschi (nel 1780 un altro incendio aveva bruciato tutto l’altare, tranne l’immagine sacra).
Curiosità
La Madonna della Suasia è ritenuta la protettrice dai terremoti dopo che il santuario si salvò dal sisma disastroso del 1661 che distrusse l’intera Civitella di Romagna.