Si parte da Verghereto, nel cuore dell’Appennino a cavallo tra Romagna e Toscana, nell’Alta Valle del Savio, si prosegue alle pendici del Monte Comero tra affascinanti laghetti fino a giungere nel meraviglioso e antico borgo di Bagno di Romagna, accolti da calde acque termali e dall'ospitalità degli gnomi.
Si parte da Verghereto, nel cuore dell’Appennino a cavallo tra Romagna e Toscana, nell’Alta Valle del Savio.
Verghereto è un Comune di grande valore naturalistico, con il Monte Fumaiolo di 1.408 mt, vetta più alta dell’Appennino Tosco-Romagnolo, da cui nascono i tre fiumi Tevere, Savio e Marecchia. Tante le attrazioni turistiche, tra giacimenti di tartufi, boschi di castagni, percorsi di trekking da percorrere a piedi, con le ciaspole, in bici.
Basta mezza giornata per staccare dal quotidiano e immergersi nel silenzio dei boschi del Monte Fumaiolo, pronto ad accogliervi con numerose proposte di escursioni su sentieri ben segnati, ad esempio alle sorgenti del Tevere o alle sorgenti del Savio, con o senza guida.
Da sapere
L’itinerario prosegue con la mattinata dedicata ad altri tesori del bosco: porcini, galletti, prugnoli, tartufi… Non pensate certo di trovare indicazioni su dove andare a raccogliere funghi, è uno dei segreti più segreti della valle.
Ma possiamo assicurarvi che le pendici del Monte Còmero, tra Selvapiana (località nota per la presenza di numerosi castagneti dove è possibile percorrere sentieri tra boschi incontaminati) e i laghetti (Lago Pontini, Lago Lungo, Lago Acquapartita) sono terreno di caccia di tanti fungaioli o tartufari del posto.
Uscire al mattino presto, con il cane lagotto a fianco, il cesto di vimini di ordinanza e tanta buona volontà e pazienza può essere un’esperienza molto gratificante.
Bagno di Romagna è un borgo millenario, Bandiera Arancione del Touring, famoso per le acque termali sin dal tempo dei Romani, porta di accesso al Parco delle Foreste Casentinesi, tempio del vivere lento: con i suoi palazzi disegnati dalla lunga dominazione fiorentina e attrazioni uniche come il Sentiero degli Gnomi o il Bosco del Benessere, qui si respira la natura di un borgo d’Appennino sospeso tra due terre.
Da gustare
L’itinerario si conclude ovviamente a tavola: in zona ci sono almeno una cinquantina di ristoranti, tra osterie della tradizione e ristori stellati, che offrono il meglio della cucina tosco-romagnola: dai tortelli alla lastra ripieni di patate o erbette, all’ottima carne di Razza Romagnola allevata all’aperto sui pascoli limitrofi, dai crostini ai funghi alla pasta ripiena condita con il tartufo: un menù da farvi leccare i baffi.